Seventh year crisis, what crisis? Alla settima stagione con la Dinamo Gorizia, Siro Braidot tocca il punto più alto da quando veste questa maglia. Tali sono i play-in Gold di serie B interregionale per il capitano, arrivato ai tempi della C Silver nel campionato 2018-2019 dopo aver già assaporato la B con Monfalcone, Orzinuovi, Spilimbergo e Castelfiorentino. Una gran bella soddisfazione tanto più se inaspettata per “Nembo Kid”, esperta ala classe 1986 che ha vissuto in prima persona la costante crescita negli anni della Dinamo capace di raggiungere e mantenere il quarto livello del basket nazionale.
<In tutta sincerità – ammette – non pensavo che in sette stagioni saremmo riusciti a tagliare un simile traguardo. Questa è per davvero una società “sui generis” per com’è nata e per come si è sviluppata. La mia speranza è che pure in futuro la Dinamo sia in grado di coniugare determinati risultati senza snaturarsi e senza perdere soprattutto la sua particolare identità. Questa è stata inevitabilmente un’annata particolare e di transizione. La tensione e lo stress forse non ce l’hanno fatta godere appieno. Sono convinto che con un campionato di esperienza alle spalle, e parecchi mesi a disposizione, la società saprà operare al meglio. Lo dico non soltanto da capitano, ma da autentico tifoso che dal primo giorno qui si è sentito a casa sua. Da goriziano poi sono ulteriormente orgoglioso che proprio grazie alla Dinamo la città sia tornata a livelli cestistici extra-regionali>.
Grazie a tutta una serie di eventi, sabato ospitando la Sangiorgese comincia dunque l’avventura nei play-in: <C’è stato innegabilmente un pizzico di fortuna, ma è altrettanto vero che battendo Jadran e San Bonifacio e, in precedenza, Jesolo sia da loro sia in casa ci siamo fatti trovare pronti nel salire su un treno che sarebbe passato una volta soltanto. Dopo aver perso a Oderzo le speranze di entrare tra le prime sei, e quindi di salvarci, erano praticamente esaurite, ma in quella partita si erano notati uno spirito e una voglia diversi che le prestazioni con Jadran e San Bonifacio hanno confermato. I play-out ci avrebbero in ogni caso visti partire con un’ottima classifica e molto vicini alla salvezza. Invece, siamo entrati nei piani alti della seconda fase dove partiremo in coda, ma vogliosi di onorare e lottare in ogni partita. Lo dobbiamo anche a noi stessi. C’è chi, come il sottoscritto e altri senatori, avrà la possibilità di togliersi soddisfazioni ormai impensabili. Chi avrà, invece, l’opportunità di mettersi in mostra e accumulare esperienza per il futuro. Le motivazioni, dunque, non potranno e non dovranno mancare. Due mesi da vivere con la giusta leggerezza, ma assolutamente non con superficialità>.
Braidot ha lasciato il segno come Zorro nel delicato derby di ritorno contro lo Jadran, quando si facevano ancora calcoli legati ai play-out. Il commento di tutti è stato in pratica unanime: <Siro si meritava una serata così>. I tifosi possono sperare di vedere il loro capitano ancora protagonista con questa maglia?
<Nel breve – conclude -, ovvero nei play-in confido che riusciremo a ritagliarci tutti grandi frangenti, soprattutto come squadra nel suo complesso. Per quanto concerne il mio futuro già in questo campionato, in accordo con la società e con il coach, ho rinviato una certa decisione per dare in particolare una mano nel portare avanti nello spogliatoio lo spirito e il Dna della Dinamo. La B interregionale è una categoria impegnativa sia fisicamente sia mentalmente. L’amore e l’entusiasmo per questo sport e per la Dinamo ci sono e ci saranno sempre, ma gli anni passano. Intanto, a 39 anni mi godo nel miglior modo possibile questi inaspettati, ottimi momenti>.
Siro Braidot (photo by Mauro Blazica)