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Serie B – Francesco Boniciolli: “La Viola è una grande società, voglio crescere con lei”
Francesco Boniciolli, nuovo playmaker della Redel Viola Reggio Calabria, si presenta alla città con entusiasmo e ambizione. Dopo la prima partita in maglia Viola, il giovane atleta ha condiviso le sue impressioni sulla squadra, sulla città e sui suoi obiettivi per questa nuova avventura.
“Le prime impressioni qui sono ottime. Purtroppo abbiamo perso la prima partita contro Matera, una squadra che ha giocato una partita di “vita o morte”. Ma siamo primi in classifica e sappiamo che nella seconda fase del campionato sapremo rifarci. Abbiamo un gruppo giovane e affiatato, il più ‘vecchio’ ha 27 anni, quindi chiamarlo vecchio è quasi un eufemismo – scherza il playmaker -. Mi hanno accolto benissimo, ci troviamo davvero bene insieme e l’allenamento è intenso, dalla mattina alla sera”.
Boniciolli ha anche parlato del suo rapporto con Giovanni Cessel, compagno di squadra e amico: “Ci conoscevamo già dall’esperienza americana. Io sono arrivato un anno dopo di lui, ma abbiamo giocato nella stessa squadra. Ci siamo incontrati di nuovo qui ed è stata una grande felicità ritrovarlo. È un ragazzo fantastico e un grande giocatore”.
Boniciolli si è detto pronto a dare il suo contributo: “Il calendario della seconda fase è uscito da poche ore e sarà come un nuovo campionato. Dopo Matera, abbiamo già un test amichevole contro Rende, che sarà utile per capire meglio il livello della squadra e la mia integrazione. Sono arrivato giovedì mattina e domenica avevamo già una partita importante, quindi l’inserimento è stato molto veloce. Questa settimana di pausa e l’amichevole di venerdì mi aiuteranno a integrarmi ancora meglio”.
Giocatore di formazione americana, Boniciolli ha svelato i suoi idoli nel mondo del basket: “Per il playmaking, in Europa ammiro molto Costas Lucas, uno dei più forti che abbiamo mai visto. In America, invece, sono un playmaker vecchia scuola, quindi mi ispiro a giocatori come John Stockton, Jason Kidd e Steve Nash. Mi piace passare la palla più che fare canestro”.