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Pillastrini: “Da più di 20 anni non c’è un progetto serio per produrre giocatori”
Interessante punto di vista di coach Stefano Pillastrini sulla situazione del basket italiano: <Oggi tutti scoprono che non abbiamo giocatori importanti in Eurolega e che la nostra nazionale non può contare su giocatori di alto livello. Ma quando si parla di protezionismo e di programmi per far crescere i giovani molti storcono il naso dicendo che viziamo i giocatori italiani. Dobbiamo chiederci come mai, con il protezionismo vero dominavamo in Europa. La realtà è che sono più di vent’anni che non c’è un progetto serio per produrre giocatori e non ci sono reali vantaggi a far giocare i giovani. Se questo non diventerà il primo obiettivo, diremo sempre le stesse cose>.
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Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato la riflessione de La Giornata Tipo per cui, fra le altre statistiche, solo l’1,29% di cestisti italiani ha un minutaggio accettabile, di almeno 15 minuti, tra Eurolega ed Eurocup. Vi aggiungiamo la constatazione, fatta da Ezio Cossio, che in serie A italiana 14 squadre su 16 hanno scelto la formula 6 stranieri + 6 italiani. Il che significa che hanno il quintetto base e il primo cambio che, di solito, tolgono il posto in campo agl’indigeni. Guardando ancora di più in casa, cioè in Fvg, la pur apprezzabile matricola Pallacanestro Trieste 2004 non solo ha scelto la formula 6+6, ma ha anche un italiano che risponde al nome di Jeff Brooks. Ciò comporta che lo starting five, è proprio il caso di dire, è di solito composto da Colbey Ross, Markel Brown, Denzel Valentine, Jarrod Uthoff e Jayce Johnson primi cambi sono Justin Reyes, l’uomo promozione ora che è rientrato in squadra dopo un periodo di assenza come nella stagione scorsa in A2, e il suddetto Brooks. L’unico italiano vero che può essere considerato un primo cambio è il play Michele Ruzzier per Ross. L’altro che ha un po’ di minutaggio apprezzabile è Francesco Candussi, perché coach Jamion Christian, e non solo lui, gioca con nove rotazioni. In genere la fanno da spettatori, salvo assenze dei titolari come contro la Reggiana al palaTrieste quando è arrivata la finora unica sconfitta, Stefano Bossi, capitan Lodovico Deangeli e Luca Campogrande. La fanno da ragazzi dell’asciugamano, due su tre da testimonial della triestinità e tutti dello zoccolo duro, comunque di un gruppo ben integrato anche con il popolo del palaRubini. Così, però, sarà difficile tornare alle Olimpiadi come Italia, se non da spettatori. E perciò il sempiterno presidente Gianni Petrucci, anziché pensare al protezionismo, da Paolo Banchero in poi vagheggia improbabili naturalizzazioni di giocatori americani che alla fine, invece, optano per l’American Dream (Team).
© foto di Ciamillo