Fine settimana scorso dedicato ai due tornei settembrini di serie A2 in Friuli: il memorial Piera Pajetta a Udine con la partecipazione di Apu, Brindisi, Orzi Basket e Verona e quello Mario Bortoluzzi a Lignano con Ueb Cividale, Forlì, Pesaro e Vigevano. E’ stata un’occasione per vedere all’opera 8 delle 20 squadre che daranno vita al prossimo campionato di A2, torneo che si preannuncia molto interessante e combattuto per via della formula che premia con la promozione diretta la squadra in testa dopo le 38 giornate della fase regolare, mentre la seconda arriverà dopo i play-off.
Alcune impressioni su quello che abbiamo visto, la prima a Udine e la seconda a Lignano, dando atto che siamo ancora in fase di preparazione e che alcune squadre non erano a tutto organico. Verona mancava di Jacob Pullen, appena arrivato. Orzi Basket del coach udinese Franco Ciani era senza Gabe Devoe scavigliato, mentre con Udine non a giocato il centro Giovanni Pini. Un’assenza anche tra le fila di Forlì a cui mancava Tavernelli, play titolare ex Derthona, che però non ha impedito alla truppa di coach Antimo Martino di dominare la finale al torneo di Lignano.
Partiamo con le due vincitrici. Brindisi di coach Piero Bucchi ha confermato le impressioni positive sul roster costruito, un giusto mix tra un quintetto esperto Laquintana, Allen, De Vico, Ogden, Vildera e una panchina giovane, ma in grado già da ora di dare il proprio contributo: attenzione ad Andrea Calzavara classe 2001 e al centro Ndzie, lungo di 213 centimetri del 2003, scavigliato sùbito al via Tommaso Fantoma. Da segnalare la prestazione di Bryon Allen, guardia ormai esperta dei campionati europei, capace sia di segnare in proprio sia di servire assist ai compagni, gran bel giocatore.
Forlì è sembrata veramente un carro armato, fisica, coperta in tutti i ruoli, con due ottimi stranieri: Demonte Harper e Shawn Dawson. In finale con Cividale si è permessa di tirare con 51,6% dl tre. E’ una delle sicure candidate alla promozione diretta.
Veniamo alle due altre finaliste. Verona ha dimostrato, nonostante l’assenza di Pullen, di avere carte da giocare sopra tutto se il 2004 Leonardo Faggian, guardia in prestito da Treviso, si ripeterà ai livelli che abbiamo visto a Udine: 28 punti per lui in semifinale contro l’Apu. Apro qui una parentesi, ribadendo un mio convincimento: in Italia i giovani ci sono, bisognerebbe che invece di fare arrivare vagonate di anonimi stranieri si desse loro il giusto spazio per crescere. Tornando a Verona, molto bene capitan Lorenzo Penna, mentre qualche perplessità lascia la scelta di Jalen Cannon, ex centro di Udine. Comunque, anche la Tezenis sarà tra le squadre di alta classifica.
L’Ueb Cividale è sembrata in ritardo di condizione, molti errori inusuali di Lucio Redivo, non incisive come al solito le due ali Giacomo Dell’Agnello e Gabriele Miani, bene invece Matteo Berti. Da segnalare la prestazione del nuovo 2005 Francesco Ferrari, già molto addentro i giochi, votato migliore giovane del torneo, mentre Leonardo Marangon sta forse pagando il cambio di ruolo che coach Stefano Pillastrini sembra voler fare: più guardia che ala. Comunque Cividale, la conosciamo bene, obiettivo: play-off.
E veniamo a Udine. L’Apu, lo diciamo subito, non ci ha convinto, lasciandoci molti dubbi sulla sua reale consistenza. Molto male i due stranieri Anthony Hickey e Xavier Johnson sopra tutto il primo. E’ stato in difficoltà contro Mattia Palumbo e questo puoi metterlo in preventivo (198 cm l’ex contro i suoi 180), ma anche con Penna e questo, invece, è inaccettabile. Il reparto lunghi, anche recuperando l’assente Pini, vista la concorrenza credo che avrà difficoltà per tutto il torneo. Nota lieta la nuova guardia ex Agrigento Lorenzo Ambrosin, ottima mano, e Lorenzo Caroti che, assieme al nuovo capitano Mirza Alibegovic, hanno tenuto in piedi la partita, cedendo solo nel supplementare. E’ mia convinzione che mentre nella passata stagione la coppia Gracis e Vertemati ha allestito il roster governando il mercato, prendendo i giocatori che volevano, quest’anno invece la sensazione è che lo abbiano subìto sia nella scelta del play – prima un play italiano alto (Fantinelli, Imbrò addirittura trattenere Palumbo) e la guardia fisica straniera per finire con un play straniero di 180 cm. – sia nel reparto lunghi.
Due parole anche su Pesaro di coach Pino Sacripanti e Vigevano di coach Lorenzo Pansa, giudizio sospeso su Orzinuovi decimata a gara in corso anche dagli infortuni a Matteo Bogliardi e Simone Pepe. Pensavo meglio Pesaro squadra retrocessa e, quindi, con l’ambizione di risalire immediatamente in serie A. Il roster è lungo e completo, ma devo dire che i due stranieri non mi hanno entusiasmato. Giudizio rinviato. Vigevano obiettivamente è sembrata la squadra più debole, anche se ha messo in mostra un Gabriele Stefanini, on fire. Formazione che si deve salvare, ottimizzando al meglio le gare in casa.