Abbiamo scelto la prima giornata di quiete dalla pubblicazione domenica 11 agosto del post “Velasco, lezione di vita: sono cambiati i genitori, mica i ragazzi” per ringraziare la ventina di attenti e interessati lettori che hanno costruttivamente utilizzato lo spazio riservato ai commenti con una ventina di interventi sino a venerdì. Quando, sul far della mezzanotte, ne ho ricevuto un altro ho temuto di dovere rinviare questo ringraziamento prima di scoprire che il buon (pan per focaccia…) Leonardo Fiorino è intervenuto su “Banchi: in Italia un decennio di gestione scellerata dei settori giovanili”. Altro argomento scottante, ma tutto interno al mondo del basket e non universale come quello sollevato da Velasco da buon (anche lui, così impara…) ct della pallavolo.
Perché ringrazio la ventina di loro che hanno commentato Velasco? Perché mai un post da che esiste questo blog, a settembre prossimo saranno tre anni, ha ricevuto tanti commenti. Anche se Vale Tal Gei, a cominciare dai suoi autori, sarebbe nato proprio come luogo di dibattito e approfondimenti, ma non sempre le umane cose vanno nel senso voluto e strada facendo si è dovuto riconvertire sull’attualità. Con Velasco, evidentemente, abbiamo toccato un tasto sentito, perché abbiamo avuto qualche apprezzamento anche in privato. Non c’è che dire. Per il blog è proprio un momento sì.
A metà agosto 2024 ha già triplicato le visualizzazioni record del mese precedente anche soltanto sul c-Panel, partendo tre anni fa dai numeri di telefono dei nostri cellulari, che non sono certo migliaia, per fare diffusione militante. Come si usava una volta, specie con l’Unità, anche porta a porta. Non è questo che ci inorgoglisce.
Anzi, non vorremo che l’effetto Velasco, stracitato in questi giorni con le sue massime filosofiche da studioso della materia, resti solo un’onda emozionale legata al primo, storico oro olimpico vinto con l’Italvolley femminile a Parigi 2024. E’ per questo che vorremmo dare un seguito all’argomento sollevato, ma sentiamo pure il peso della responsabilità anche solo nel pensare di farlo. Ci stiamo ragionando su con un amico istruttore minibasket e del mondo dello scoutismo. Il quale, dopo avere letto la ventina di commenti, ci ha scritto quanto segue e che condividiamo.
<Ciao. Letto… Ha sollevato un bel vespaio! Allora:
1) hai una prova provata che il tuo blog è frequentato non solo da maniaci del basket, ma anche da molte persone che sono interessate a ciò che sta attorno;
2) devi decidere se “cavalcare” l’onda e aprire un fronte arduo, complesso, divisivo che potrebbe necessitare di competenze importanti se tenuto a un certo livello;
3) certo che aprirlo “bene” potrebbe essere una scelta politica nel senso più nobile del termine;
4) attenzione, però, a non snaturare il blog che rimane un contenitore di notizie e approfondimenti di basket e non un luogo di discussione di psicologia dell’età evolutiva e di pedagogia>.
In tutta sincerità, questa è l’osservazione che ci preoccupa di meno. “Vale Tal Gei” è nato con il sottotitolo “Rhythm & Basket”, che poi le umane cose se lo sono portato via. Quella potrebbe essere la collocazione, eccentrica rispetto al basket in senso stretto, del discorso sul rapporto genitori – figli e della loro crescita anche attraverso il mondo dello sport. Il problema sono le competenze e una mano, proprio scritta, meglio anche se due o più mani per portare avanti il discorso stesso. Il dibattito l’ha aperto Massimo Fedrizzi, nuovo presidente della Codroipese, che ha lanciato anche un sasso nello stagno del safeguarding. Sono intervenuti professori, docenti in attività o sulla via dell’uscita, maestre e semplici genitori. A noi, per esempio, ha colpito soprattutto l’intervento di Elena <perfetta sportiva incompetente> che rivendica, anche per esperienza personale diretta, l’attività fisica svolta pure senza competizione.
Ci è piaciuto tutto di quella ventina di commenti, anche i diversi pareri e il dibattito intrecciatosi fra chi ha commentato. Se fra loro c’è chi si sente in grado di portare avanti la velleità, forse, di seguire l’argomento su “Rhythm & Basket” si faccia vivo. Può farlo o all’indirizzo e-mail della newsletter del blog, a cui alcuni di questi commentatori si sono iscritti senza completare la procedura con la e-mail di validazione dell’iscrizione stessa (date conferma, se no la newsletter non vi arriva), o anche a valerio.morelli@alice.it o valerio1954morelli@gmail.com. Solo come extrema ratio nello spazio dei commenti, che in questo caso non saranno pubblicati. Anche se dei vostri su Velasco non ne abbiamo cassato alcuno.