Banchi: in Italia un decennio
di gestione scellerata
dei settori giovanili

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Parla pure della situazione del basket italiano Luca Banchi, capo allenatore della Virtus Bologna intervenuto ai microfoni di Grosseto Sport., come informa PianetaBasket. <Per quanto ci riguarda stiamo purtroppo pagando dazio a un decennio e più di gestione scellerata dei settori giovanili. Perché i club importanti, che erano quelli abitualmente in grado di mettere risorse nell’attività giovanile, hanno smesso di farlo con l’avvento del professionismo e la legge Bosman. Come primo effetto più immediato e a lungo termine più nocivo, c’è stata disaffezione verso i settori giovanili>, esordisce.

E prosegue: <Non abbiamo più prodotto istruttori, non abbiamo più prodotto giocatori e oggi ne stiamo pagando le conseguenze. Dobbiamo tornare alle nostre origini quindi a fare reclutamento sul territorio, ad addestrare i giocatori e a formare gli allenatori, dando loro dignità cominciando dall’aspetto economico. Quindi dare la possibilità agli allenatori di dedicare tutto il loro tempo all’insegnamento del gioco e averne riconoscimento almeno dal punto di vista economico>.

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Un commento

  1. Bravo Luca Banchi anche se ho l’impressione che alla FIP interessi solo fare cassa, infatti stiamo precipitando sempre più a fondo: basti pensare agli svincoli che si sarebbero potuti rinviare o trattare diversamente, ma si sa, le società di base non contano nulla soprattutto poi se non si fanno sentire, avendo paura della propria ombra. Contano di più i campionati di Promozione dei giovanili, infatti nell’U13 e U14 si continua a non mandare gli arbitri e meno male che doveva essere una misura provvisoria, ma si sa che in Italia ciò che è provvisorio diventa definitivo (l’inno di Mameli, la vecchia prova di maturità, ecc.). Nel minibasket contano le quote per cui vale più un istruttore che insegna “lupo ghiaccio” e “palla prigioniera” (e che costa poco) che fa numeri piuttosto di chi cerca di coniugare ludicità con insegnameto delle capacità coordinative indispensabili poi a giocare a pallacanestro.
    Ma dove vogliamo andare? Probabilmente ha ragione il buon Valmo: “la pallacanestro ha un bellissimo futuro alle spalle”.

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