E’ l’unico allenatore che, alla guida di Cividale, ha affrontato tutte le semifinaliste del tabellone Oro play-off. Complessivamente incrociando le quattro squadre per ben undici volte nella stagione e raccogliendo quattro successi, capace di battere due volte Cantù e una Forlì e Trieste. Restando a secco solo contro Udine.
A Stefano Pillastrini, una squadra alla volta, Lega nazionale pallacanestro ha chiesto cosa vuole dire preparare una partita contro le magnifiche quattro dalle quali uscirà una delle due vincitrici di questa serie A2.
FORLI’
Come difendo – E’ la squadra più difficile, la più camaleontica, quella che sa adattarsi meglio a situazioni diverse. Devi saper limitare gli errori, mai fare scelte rischiose, mai essere molto tattici, con le zone o i raddoppi. Sanno punire ogni errore. Devi sempre tenere gli uno contro uno, mai dimenticarsi il tagliafuori. Stare nelle tue regole per limitare i danni.
Come la attacco – Mai pensare di creare qualcosa sul primo passaggio, invece devi muovere molto la palla, anche andando verso il termine del possesso, pure ribaltando due volte il lato.
Uomo-chiave – Difficile, non sai mai da chi vanno. Cinciarini spacca le partite, ma quante ne hanno vinte Zampini e Radonjic? E Pascolo, in questo momento, sa aggiungere un grandissimo equilibrio. Manca Allen, certo, ma avrei detto le stesse cose.
TRIESTE
Come difendo – Facendo il contrario rispetto a Forlì. Non devi mai lasciarli giocare, concedere loro il contropiede. Essere pronto a spendere fallo, mai farli correre. Essere fortissimo sulle loro prime opzioni, costringerli a passarsi la palla. Togliere fluidità e ritmo di gioco. E non fare palle perse, altrimenti non li fermi. Piuttosto, meglio fare un’infrazione di 24 secondi.
Come la attacco – Dando grande importanza ai possessi, senza prendere troppi rischi per non fare perse. Ed attaccando molto l’area, con penetrazioni lunghi e rollate. Qui Magro può essere un fattore, anche con i rimbalzi in attacco. Puoi correre, ma Trieste è una squadra che devi attaccare nei primi 6”, oppure portarla a difendere negli ultimi 6 secondi.
Uomo-chiave – Il più forte è Reyes, però vanno in difficoltà se non riescono ad avere da Ruzzier l’equilibrio che solo lui sa dare alla squadra.
Il pronostico sulla serie? – Se resta corta, dico Forlì. Se si allunga, può andare dalla parte di Trieste.
CANTU’
Come difendo – Con grande costanza e applicazione. Mai deprimersi quando fanno sempre canestro, anche in modo irreale. Continuando a sporcare i tiri. E’ molto aggressiva sui primi secondi del possesso, aiutata da atletismo e taglia fisica. Peccano a volte di discontinuità, quindi devi limitare i danni quando sono ingiocabili. E sfruttare i cali, leggendo il loro momento e adeguando il tuo ritmo.
Come li attacco – Con tanto tanto uso del pick-and-roll, che ti dà la possibilità di farli muovere molto e arginare la loro aggressività. Evitare situazioni di isolamento e palla ferma, perché a quel punto paghi la loro fisicità e i raddoppi. Devi saper costruire i tuoi tiri. Ma li ho visti molto più compatti che in campionato.
Uomo-chiave – Sicuramente Hickey, che è capace di risolvere la partita individualmente oppure innescando la squadra. Di solito con questa sequenza.
UDINE
Come difendo – Con la massima concentrazione su Monaldi e Caroti, cercando di togliere loro due dal gioco, in modo che la palla finisca agli altri. Possibilmente non a Da Ros, che è il loro play aggiunto.
Come li attacco – Io li ho trovati con Clark e senza Cannon. Ed è una differenza sostanziale, sui due lati del campo. Direi di creare situazioni di isolamento per attaccarli uno contro uno. Costringendoli a spendere energie, a cominciare da Monaldi e Caroti. Stesso piano contro Da Ros.
Uomo-chiave – Con Clark fuori, molto gira attorno ai due playmaker, non avendo alternative.
Il pronostico sulla serie? – Se rientra Clark, a posto, si può ristabilire un equilibrio. Altrimenti non c’è partita della serie nella quale Cantù non parta favorita dal pronostico.
Stefano Valenti
Area comunicazione
Lega nazionale pallacanestro
Credito immagine: Lnp Foto/Ueb Cividale/Marco Pregnolato