<Giovanni Vildera è la terza conferma nel roster biancorosso: il centro di Montebelluna affronterà la sua seconda stagione in maglia Pallacanestro Trieste.
“I fondamentali eccellenti di Giovanni, il suo QI cestistico e diverse abilità spesso sottovalutate – le parole del general manager di Pallacanestro Trieste, Michael Arcieri – hanno un impatto sul gioco della squadra, in modo sottile, ma incisivo. La sua capacità di portare i blocchi, il suo talento nel giocare sotto canestro e sfruttare il tabellone saranno ingredienti fondamentali per uno stile di gioco che enfatizza il basket di transizione e un attacco libero, con spazi ampi”.
Nato nel 1995 a Montebelluna, Giovanni Vildera cresce nelle giovanili del Petrarca Padova prima e della Reyer Venezia poi, accumulando da giovanissimo – 16 anni – le prime presenze a livello senior in prestito a Favaro, impegnandosi anche con la Nazionale, partecipando all’Europeo Under 16 nel 2011. Nel 2014 arriva la prima esperienza in serie A2 con la maglia di Omegna, dove resta per due stagioni prima del passaggio a Siena. Nelle due stagioni passate in Toscana prosegue il suo sviluppo, passando poi a Biella e a Rieti. Proprio nel Lazio Vildera si afferma come uno dei più affidabili giocatori della categoria, superando con costanza i 10 punti di media, guadagnando con le sue prestazioni la chiamata in A, a Treviso. In Veneto, Vildera è un importante elemento della panchina di coach Menetti, contribuendo al raggiungimento dei play-off. Da Treviso Giovanni si trasferisce a Ferrara in A2, realizzando quasi 10 punti e più di 5 rimbalzi di media, e salendo ulteriormente di livello nei play-off con più di 11 punti e 6 rimbalzi per partita.
Il suo arrivo a Trieste, nella passata stagione, lo vede stabilmente nelle rotazioni di coach Legovich. Vildera mette a referto nel campionato 2022-2023 4 punti in più di 11 minuti medi d’impiego sul parquet. Si tratta di un giocatore che fa della fisicità la sua arma più importante, condita da una grande aggressività vicino al ferro>.
Terza conferma alla Pallacanestro Trieste 2004, quella di Giovanni Vildera, che deflette dalla linea della triestinità degli altri due raffermati, Stefano Bossi e Lodovio Deangeli, e anche da quella delle territorialità del primo acquisto, l’isontino Francesco Candussi. Forse per questo è condita sul sito della società, e anche sulla pagina ufficiale Facebook, da un’intervista americana alla Summer league Nba di quest’anno rilasciata dal nuovo coach Jamion Christian sul suo approdo a Trieste.
<Coach Jamion Christian è intervenuto ieri a VSiN Tv come ospite del programma in prime time di Tim Murray & Will Hill, per commentare il suo recente ingaggio con la Pallacanestro Trieste e i profili che sta osservando nella Nba Summer League di quest’anno, di seguito un breve estratto del suo intervento.
Arrivare alla Pallacanestro Trieste come head coach è un’opportunità unica per te, hai trascorso molti anni allenando nelle leghe universitarie e ora ti stai muovendo verso le leghe professionistiche, andando all’estero. Quale tipo di giocatori andrai ad allenare in Italia?
Saremo nella seconda miglior Lega italiana, che è una grande lega. Importanti cestisti hanno giocato lì e sono usciti da quella lega per fare grandi cose anche all’estero. I ragazzi che ho la possibilità di osservare adesso sono spesso ex scelte del Draft, ragazzi che sono stati scelti nel
primo e nel secondo turno della Nba. E’ una grande opportunità allenare profili che possono raggiungere questi risultati. E quando guardi i campionati in Italia, trovi alcuni dei migliori club, ma hai a che fare anche con alcuni dei migliori allenatori in circolazione. È una grande chance mettersi alla prova contro i migliori. È un momento davvero emozionante, ho a che fare con una proprietà, un gruppo, che è americano e un general manager di origine americana. Sono entusiasta di entrare in questo team e avere la possibilità di lasciare il nostro segno nel basket italiano e nella splendida città di Trieste.
Come te la caverai con l’italiano? Userai la Stele di Rosetta o dovrai imparare la lingua italiana? Voglio dire, come farai a urlare contro un arbitro in italiano, dovrai imparare alcune parole, giusto (ride ndr)?
Beh, la cosa buona è che lui non capirà cosa gli sto dicendo, quindi è emozionante. Quindi sicuramente userò questo a mio vantaggio (ride ndr), ma inizierò a lavorarci sul volo di ritorno da Las Vegas. Mi do tempo cinque settimane per cominciare con qualche parola, ma mi affiderò molto alle persone del club una volta arrivato lì per ambientarmi. La cosa buona è che il basket ha solo un linguaggio e cercherò di fare affidamento su quello con la nostra squadra e con la nostra organizzazione finché non arriverò a riuscire a ordinare la cena da solo, o qualcosa del genere (ride ndr)>.
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