Proprio mentre la Pallacanestro Trieste 2004 annunciava la svolta tecnica sempre più americana, e neanche un po’ italo-Usa, l’Amici pallacanestro udinese ha comunicato pure l’arrivo di uno statunitense di nascita, ma friulano di adozione. Torna a Udine, infatti, Mirza Alibegovic nato in Oregon quando papà Teoman giocava con State University, ma già di casa con tutta la sua famiglia di baskettari a Moruzzo almeno ai tempi belli e andati della Snaidero. Il suo arrivo dalla Vanoli Cremona batte sul tempo il tam tam che, con la stessa provenienza, dà per prossimo accasato all’Apu il play Lorenzo Caroti.
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<L’Apu Old Wild West Udine è lieta di annunciare l’ingaggio dell’atleta Mirza Alibegovic.
Andrea Gracis, direttore sportivo: <La rapidità, la convinzione e l’entusiasmo con cui Mirza ha accettato la nostra proposta sono per noi le migliori garanzie di avere scelto un giocatore con grandi motivazioni, estremamente competitivo e con un innato spirito vincente>.
Adriano Vertemati, allenatore: <Mirza è un agonista che sa essere utile in vari aspetti del gioco, bravo con e senza la palla, sa fare canestro in molti modi ed è un difensore affidabile. Ha grande entusiasmo nel tornare a Udine>.
Nato a Corvallis (Oregon) il 25 settembre 1992, guardia/ala di 195 centimetri per 95 chilogrammi, Mirza viene da una famiglia di cestisti. Il papà Teoman ha giocato a Udine dal 1999 al 2002, quando ha deciso d’intraprendere la carriera da allenatore, sempre a Udine, dal 2003 al 2005. Anche i fratelli minori di Mirza, Amar e Denis, giocano a pallacanestro.
Alibegovic muove i primi passi proprio a Udine, con l’allora Snaidero, nel 2009/2010 in serie A2. Dopo l’esperienza alla Fortitudo Bologna si trasferisce a Pesaro per giocare in serie A. Nella stagione 2012-2013 si divide tra Pistoia e Brindisi, prima di vestire la maglia di Mantova. Nell’estate del 2014 si accasa a Brescia. Con la formazione lombarda conquista nel suo secondo anno la promozione in serie A mettendo a referto 11,4 punti e 4,1 rimbalzi di media.
Nella massima serie ci resta per un anno e mezzo, prima con Torino e in seguito con la maglia di Capo d’Orlando. A febbraio del 2018 si trasferisce a Tortona. Con la Bertram, nella stagione 2018-2019 realizza 18 punti di media, conquistando la coppa Italia Lnp. Nel 2019 fa ritorno a Torino: nei tre anni successivi diventa capitano della Reale Mutua e chiude sempre in doppia cifra per punti segnati. L’ultima stagione lo ha visto protagonista a Cremona. Alibegovic ha vinto la Supercoppa, la coppa Italia Lnp e il campionato di A2 realizzando quasi 11 punti di media in 23 minuti. Bentornato a Udine Mirza!>
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L’uomo del triplete 2022 – 2023 in A2, come sarebbe anche Caroti, è un’addizione di sostanza per la rosa in allestimento da parte dell’inedito duo Gracis-Vertemati. Nello stesso ruolo di guardia-ala dell’altro nuovo acquisto Iris Ikangi, se la giocherà con lui per il posto in starting five. Crediamo, senza avere la pretesa d’insegnare qualcosa al coach neo-arrivato (nè a lui nè ad altri mai), che li alternerà a seconda che abbia bisogno di un quintetto più difensivo (con Ikangi) od offensivo (con Alibegovic). Lo fanno capire, con abbastanza chiarezza, le medie stagionali di realizzazione dei due in carriera. Con i già contrattualizzati Diego Monaldi, play e cecchino, e Raphael Gaspardo, ala a due dimensioni, siamo alle solite: i due stranieri, extracomunitari o comunitari, completeranno l’ossatura italiana. In cui è destinato a recitare non soltanto da comprimario anche Matteo Da Ros, arrivato da Cantù e già capitano di Trieste nel suo lustro giuliano. Così come Caroti che, se si confermeranno le previsioni, con Monaldi costituirebbe una coppia di registi con quattro promozioni in A alle spalle negli ultimi tre anni: Sergio con Napoli a spese di Udine nel 2021 e con Scafati nel 2022, Lorenzo con Verona sempre ai danni dell’Apu l’anno scorso e con Cremona nella stagione appena conclusa. Solo l’Usa-bolognese Gianmarco Arletti, cambio per tutti gli esterni, sarebbe di primo pelo da senior nei campionato italiano. Chissà forse altrettanto potrebbe succedere per un terzo lungo, che pare necessario dietro lo straniero e Da Ros.
Mirza degli Alibegovic è un’addizione con radici profonde in Friuli. I primi passi cestistici li ha mossi alla Cbu di Luigi Colosetti, dal minibasket sino alle finali nazionali under 17, o cadetti, del 2009 a Barletta concluse fuori dal podio nella squadra che annoverava anche l’altro 1992 Fabio Mian, ora di rientro all’Apu dal prestito a Scafati e a cui di fatto adesso toglie il posto in rosa. Da juniores è passato alla Snaidero, con cui nel 2009-2010 ha debuttato in Legadue – perché allora il campionato si chiamava così – sotto la guida di coach Demis Cavina che l’ha avuto con sè a Cremona e prima a Torino.
La carriera foresta di Mirza, i cui fratelli Amar e Denis sono pure passati agl’inizi per la Cbu di cui dunque resta ancora traccia all’Apu dopo gli addii a capitan Michele Antonutti e a Mian, è cominciata alla Fortitudo Bologna quando papà Teo, eroe della salvezza in A sul parquet della Effe nel 1992 in soli 40 minuti giocati a Reggio Emilia, ci tornò da dirigente dopo i due anni da coach manager alla Snaidero chiusi nel 2005 e seguiti alla sua ultima stagione da giocatore in esilio in Grecia nel 2002 – 2003. Dopo avere capitanato sul campo, dal 1999 al 2002, il secondo ciclo arancione con cipiglio da condottiero e pronta promozione dall’A2 in A1. Non meraviglia, dunque, che Gracis e Vertemati abbiano ritrovato nel primogenito di Teoman motivazioni e spirito agonistico. Buon sangue non mente.