L’Apu diventerà squadra?
L’Ueb lo è davvero
ed è la sorpresa dell’A2

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Dopo la sconfitta subita domenica sul campo di Cento, credo che tutti si pongono questa domanda: riuscirà l’Old Wild West Apu Udine a diventare una SQUADRA o rimarrà viceversa una bella incompiuta? Per quanto visto, siamo molto pessimisti. A oggi la formazione friulana è semplicemente un gruppo di giocatori di talento, super pagati, molto individualisti, che giocano sostanzialmente per se stessi, per le proprie statistiche e non un gruppo coeso con valori e obiettivi condivisi. Questo si evidenzia soprattutto nella fase difensiva. Attualmente Udine subisce 72,1 punti a gara (la passata stagione erano 66,6) contro i 63,2 ppg di Pistoia, i 70,2 della coppia Forlì e Cento, senza parlare della sorprendente Cividale a quota 67,9.

A Cento è stato infatti imbarazzante vedere almeno quattro o cinque azioni della squadra di casa terminare con un facile lay-up da sotto. Come quello di Daniele Toscano, partito dalla propria area senza il minimo contrasto: una lama nel burro. O come il canestro da sotto di Derrick Marks (191 centimetri per 93 chili), marcato da Keshun Sherrill  (175 centimetri per 73 chili): un evidente miss match fisico, senza che ci sia stato un minimo accenno di aiuto da parte di un compagno, come se i due punti subiti fossero un affare dell’Usa in bianconero anziché della squadra tutta.

Credo che coach Carlo Finetti, se pur ancora giovane, abbia ben chiaro che non è con le iniziative 1 contro 5 di Isaiah Briscoe o Alessandro Gentile che potrà risollevare le azioni della squadra del presidente Alessandro Pedone, ma lavorando sulla fase difensiva: difesa 1 contro 1, aiuti e recuperi – Bobby Knight docet – e rotazioni. Bisogna assolutamente tornare a subire meno di 70 punti a gara. Anche perché in attacco senza tiratori da fuori, dopo le partenze di Federico Mussini e Fabio Mian, con i superstiti Sherrill, Raphael Gaspardo e Michele Antonutti non credo si possa migliorare di molto.

Altro aspetto che dev’essere necessariamente preso di petto dal coach udinese è quello delle gerarchie. A Cento ci sono stati 23 cambi complessivi, nel solo primo quarto sono entrati tutti e dieci i seniors. Dovranno essere fatte scelte precise, magari difficili: quintetto (media 30 minuti in campo) e i rispettivi cambi. Tempo non ne rimane molto per salvare una stagione nata sotto ben altre prospettive.

Alla Gesteco Ueb Cividale la scena è completamente diversa, esaltante. L’aver battuto la capolista, ma soprattutto il modo in cui questa vittoria è arrivata, grazie a un finale da 18-0 di parziale, che ha totalmente annichilito i toscani, che già credevano sul + 11 (47-58) di avere in pugno la gara, ha creato un’tmosfera magica attorno a una SQUADRA, VERA, con ragazzi che a un certo punto hanno detto, adesso andiamo a vincere, e lo hanno fatto.

Qui torno al discorso di cui sopra: con una difesa asfissiante, costringendo la capolista a uno 0 sul referto di gara negli ultimi 5 minuti dell’incontro: 7 rimbalzi difensivi e uno offensivo, 2 recuperate e una stoppata di un grande Gabriele Miani.

Ora, piedi per terra e continuare a lavorare, con umiltà sotto la direzione di un gran coach quale Stefano Pillastrini che, giustamente, ha lasciato tutto il merito della vittoria ai suoi ragazzi. Già ora l’obiettivo salvezza si può dire conquistato, ma credo che non mancheranno ulteriori momenti per esaltarci alle imprese di questi ragazzi, cresciuti enormemente sia tecnicamente sia in consapevolezza dei propri mezzi. Un bravi, di nuovo, al duo Davide Michalich – Pillastrini a credere nella forza del gruppo proveniente dalla promozione. Vedremo dove arriverà quella che, in ogni caso, è la vera sorpresa del campionato.

(Nella foto Ueb/Pregnolato di copertina, la palla a due della sfida a Pistoia capolista vinta da Cividale matricola)

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