Valerio Antonini su Mauro Ferrari: «Prima mi ha fatto la morale, poi ha venduto tutto a Roma»
In una lunga intervista a BEPI Tv, il patron della Trapani Shark Valerio Antonini ha ripercorso le sue vicende con la giustizia sportiva, pochi giorni dopo la pronuncia del TAR del Lazio, che ha respinto le richieste di misure cautelari per bloccare i campionati e riammettere la Shark, rinviando a gennaio 2027 l’udienza per la discussione nel merito, come richiesto dal Consiglio di Stato.
Tra i tanti argomenti trattati, Antonini ha parlato di quanto accaduto in estate nel basket italiano.
<Nella Fip abbiamo assistito a una compravendita di titoli da fare schifo. A maggio scorso – ho la chiamata registrata e non posso pubblicarla per ovvi motivi – il presidente federale mi disse: “Vieni a Roma, ti faccio parlare qua, ti faccio parlare la”. E io, perché mia moglie mi disse di no, rimasi a Trapani. Ma il pacchetto americano era pronto da due anni. E io lo sapevo, perché dovevano portare investimenti, soldi, chissà che cosa a chi gestisce la pallacanestro. Da lì il co-interesse a farmi fuori credo sia aumentato>.
Su Vanoli Cremona e Brescia, dalle cui cessioni sono arrivate Bc Roma e Maxima Roma, Antonini aggiunge: <Brescia qualche anno fa era fallita e si inventarono il lodo Petrucci per salvarla. Fece fare una nuova società, salvando il titolo di serie A. Ha trasferito il titolo di Leonessa Brescia a Pallacanestro Brescia salvandoli con milioni di euro con l’Agenzia delle Entrate. Come posso accettare tutto questo?>.
Poi su Mauro Ferrari, ex patron Pallacanestro Brescia: <Mi fece la morale prima della semifinale. Disse “noi andiamo a giocare a Trapani e paghiamo tutto“, poi vende il titolo di Brescia per 8 milioni di euro a Matiasic che nel frattempo era presidente di Pallacanestro Trieste. Come fa una procura a non indagare su queste cose?>.