Al Carnera gagliardetti Apu/Nbu
della scalata alla serie A
e 16 leggende del basket friulano

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Dalla Promozione alla serie A, attraverso tutte le categorie della pallacanestro italiana. Un percorso costruito sul campo che abbraccia la grande tradizione cestistica di Udine e del Friuli. Il palasport Carnera Credifriuli diventa sempre più la casa della memoria, dell’identità e dell’orgoglio di un intero territorio.

Apu Udine ha costruito la propria storia conquistando ogni traguardo sul campo, un gradino alla volta. Un percorso partito dalla Promozione e arrivato fino alla serie A, affrontando difficoltà, celebrando vittorie e consolidando, stagione dopo stagione, un legame sempre più profondo con Udine e con tutto il Friuli.

Per raccontare e celebrare questa identità, la società ha deciso di arricchire il palasport Carnera Credifriuli con una serie di grandi gagliardetti commemorativi, sospesi sotto la copertura dell’impianto, che ripercorrono le tappe fondamentali della propria storia sportiva.

Dalla Promozione alla serie D, dalla C2 alla C1, dalla serie B alla serie A2, fino alla conquista della massima serie nazionale. E ancora, le Coppe Italia di serie A2, maschile e femminile, a testimonianza di un progetto sportivo cresciuto nel tempo.

Ogni gagliardetto rappresenta molto più di un risultato agonistico: racconta una stagione, un gruppo di atleti, allenatori e dirigenti, una comunità di tifosi e un pezzo di strada percorso insieme.

Le 16 leggende: la grande tradizione del basket

Accanto ai successi di Apu, la società ha voluto celebrare qualcosa di ancora più grande: la straordinaria tradizione della pallacanestro udinese e friulana.

Udine e il Friuli, non hanno scoperto il basket con l’arrivo di Apu in serie A. È una terra che vive di pallacanestro da generazioni, una passione che si estende ben oltre i confini cittadini, da Tarvisio a Lignano Sabbiadoro, dalle montagne fino al mare.

Per questo motivo, sulla base di una votazione espressa da una commissione di esperti, composta da giornalisti, conoscitori della storia cestistica e appassionati di lunga data, sono state individuate 16 leggende della pallacanestro udinese, alle quali viene dedicato un riconoscimento permanente all’interno del Carnera Credifriuli.

Sedici protagonisti di epoche diverse che hanno contribuito a costruire il patrimonio sportivo e umano del basket friulano, veglieranno sul parquet.

Non soltanto un omaggio al passato, ma soprattutto un messaggio rivolto al futuro: un esempio e una fonte di ispirazione per i giovani atleti e per tutti i ragazzi che si avvicinano alla pallacanestro anche da tifosi.

Il Presidente Pedone: “La serie A è un traguardo, ma le nostre radici sono il nostro patrimonio più grande”

«Ho voluto fortemente questa iniziativa perché credo che una società sportiva debba avere non soltanto ambizioni, ma anche memoria, identità e riconoscenza», dichiara il presidente di Apu Udine, Alessandro Pedone.

«Oggi siamo orgogliosamente in serie A, ma non dobbiamo mai dimenticare da dove siamo partiti. Abbiamo attraversato tutte le categorie della pallacanestro italiana, dalla base fino alla massima serie. Ogni promozione, ogni campionato vinto, ogni coppa conquistata è stato un tassello di una costruzione lunga e impegnativa. Nulla ci è stato regalato e nulla è nato per caso.

In un panorama sportivo globale nel quale talvolta si vedono ardite sperimentazioni, credo sia importante ribadire il valore di chi ha costruito il proprio percorso sul campo, stagione dopo stagione.

Ma Apu non rappresenta soltanto la propria storia. Rappresenta Udine, e con essa l’intero Friuli, che ha una tradizione cestistica straordinaria, ben precedente alla nostra società.

Apu ha la propria casa a Udine, ma appartiene a tutto il Friuli. Da Tarvisio a Lignano Sabbiadoro, dalle nostre montagne al nostro mare, vogliamo che ogni friulano possa riconoscersi in questa squadra e sentirla anche un po’ sua.

Le 16 leggende che abbiamo deciso di celebrare non appartengono ad Apu, appartengono a Udine, al Friuli e a tutti coloro che hanno amato e continuano ad amare la pallacanestro in questa terra.

Mi piace pensare che un ragazzino del nostro settore giovanile, entrando al Carnera Credifriuli e alzando lo sguardo, possa vedere contemporaneamente i simboli delle nostre vittorie e i volti di chi ha scritto la storia del basket udinese. E comprendere che indossare questa maglia significa entrare a far parte di qualcosa di molto più grande di una singola squadra.

Perché senza radici non c’è identità. Senza memoria non c’è tradizione. E senza tradizione è molto più difficile costruire un futuro che duri nel tempo.

Il nostro obiettivo non è soltanto mantenere Udine ai massimi livelli della pallacanestro italiana, ma fare in modo che questa città e tutto il Friuli continuino a riconoscersi nella propria squadra, custodendo una storia che appartiene a tutti».

Il Carnera Credifriuli, la casa del basket

Con questa iniziativa il palasport Carnera Credifriuli rafforza il proprio ruolo di luogo simbolo della pallacanestro friulana.

I gagliardetti raccontano il cammino di Apu, le leggende testimoniano la profondità di una tradizione che attraversa le generazioni e supera i confini delle singole società. Due storie che raccontano l’identità di Udine e del Friuli. Perché una grande squadra può essere costruita in alcuni anni. Una grande tradizione, invece, richiede generazioni. Le radici sono profonde. La storia continua.

La selezione delle 16 leggende della pallacanestro udinese è stata affidata a una giuria indipendente, composta da giornalisti e sportivi del territorio, chiamati a individuare le personalità più rappresentative della storia cestistica cittadina. Una scelta voluta da Apu Udine per garantire autorevolezza e indipendenza al riconoscimento, nel rispetto di una tradizione sportiva che appartiene all’intera comunità friulana.


Fonte:

Sito Uff. APU Udine

Anche la coppa Italia di A2 femminile tra le vittorie Apu, con buona pace della defunta Libertas Basket School Udine. Settore che, giovanili a parte, non ha più una prima squadra di livello (al massimo Fvg) come quando con Women Apu ci si gloriava di avere due prime squadre in A(2) tra maschile e femminile.    

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