Nba Europe limiterà
i giocatori americani
e investirà sugli europei

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NUOVI DETTAGLI SU NBA EUROPE

Brian Windhorst, insider di ESPN, con alcuni dettagli sulla visione della NBA per l’Europa. Limitazione agli americani, più spazio ai nazionali. E aggiunge: «La NBA si espanderà in Europa. Succederà. Ve lo prometto».

Nba Europe, nuovi dettagli sul progetto: «Limiteranno gli americani e investiranno sui giocatori europei»

A parlarne è stato Brian Windhorst di ESPN, intervenuto nelle Filippine durante una registrazione dal vivo del podcast Brian Windhorst and The Hoop Collective.
Secondo il giornalista, la nascita della nuova competizione europea non sarebbe più soltanto un’ipotesi: «La NBA si espanderà in Europa. Succederà. Ve lo prometto. E una parte del modo in cui convinceranno tutti ad aderire sarà garantire investimenti sui giocatori europei».

Nba Europe, limiti agli americani e più spazio ai giocatori europei

Uno dei punti centrali del progetto riguarderebbe proprio la costruzione dei roster. Windhorst ha spiegato che la NBA vorrebbe limitare il numero di giocatori americani presenti nelle squadre e ampliare gli organici, anche perché i club sarebbero chiamati a disputare sia il campionato nazionale sia NBA Europe:

«Questo farà parte della loro strategia di vendita quando il progetto sarà definito. Limiteranno il numero di giocatori americani che potranno esserci, allargheranno i roster, perché giocheranno in due campionati differenti, quello nazionale e NBA Europe».
Il messaggio rivolto a tifosi e investitori sarebbe quindi legato soprattutto allo sviluppo del talento locale. Windhorst ha aggiunto: «Diranno: “Il motivo per cui dovreste interessarvi alle nostre nuove squadre a Londra, a Roma e altrove, così come alle squadre già esistenti, è che svilupperemo giocatori europei”».
Un’impostazione che punterebbe quindi a presentare NBA Europe non soltanto come un prodotto commerciale, ma anche come piattaforma per la crescita dei migliori prospetti del continente.
L’investimento, inoltre, sarebbe pensato sul lunghissimo periodo. Secondo Windhorst, la NBA sarebbe pronta ad accettare anche difficoltà iniziali pur di costruire nel tempo una presenza stabile in Europa: «Andranno in Europa per 20 anni o più. Stanno investendo nel progetto come hanno fatto con la WNBA, non importa se all’inizio non andrà benissimo o se qualcuno lo criticherà nel primo anno: continueranno a investirci».

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