A2: JuVi CR chiede rispetto
da parte degli arbitri
dopo lo stop a Pesaro

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😤 POLEMICA ARBITRI IN A2
Tuona la JuVi Cremona «che sottolinea la propria insoddisfazione per il metro arbitrale usato nel corso dei 40 minuti» e parla di «mancanza di rispetto» dopo la sconfitta in volata a Pesaro.

Polemica arbitri dopo Pesaro-JuVi Cremona: «Mancanza di rispetto che non può essere a senso unico»

Polemica arbitrale in casa Ferraroni JuVi Cremona dopo la sconfitta per 87-84 sul campo della CMT Orange Tools Pesaro nella seconda giornata di Serie A2.
La formazione lombarda era riuscita a ribaltare la gara dopo il 45-41 dell’intervallo, chiudendo avanti 67-60 il terzo quarto e toccando anche il +10 sul 78-68 nell’ultima frazione.
Pesaro ha però completato la rimonta nel finale, sfruttando anche le uscite per cinque falli di Maspero e Reed. De Nicolao ha firmato l’84-84 dalla lunetta, poi Tevin Mack ha segnato a 7,5 secondi dalla sirena la tripla dell’87-84, prima dell’errore di Barbante sul tentativo del pareggio.
A meno di 24 ore dalla partita, la JuVi ha deciso di prendere posizione pubblicamente, esprimendo la propria «insoddisfazione per il metro arbitrale usato nel corso dei 40 minuti». Il club sottolinea come una presa di posizione già alla seconda giornata sia insolita, ma mette al centro soprattutto il tema del rispetto e della dignità della società, precisando che la protesta non nasce dalla pressione della classifica o dalla sconfitta.

JuVi Cremona, il comunicato completo sulla direzione arbitrale

«È inusuale esprimere una rimostranza alla seconda giornata di campionato. Proprio per questo, le nostre parole hanno più valore.
In riferimento alla partita disputata Domenica 4 Ottobre, la Ferraroni JuVi Cremona esprime e sottolinea la propria insoddisfazione per il metro arbitrale usato nel corso dei 40 minuti.
La sconfitta fa parte dello sport, così come l’errore da parte di tutti gli attori della competizione.
Quello che non fa parte dello sport è la mancanza di rispetto, che non può essere a senso unico: se lo si pretende, bisogna essere altresì pronti a garantirlo, e questo principio deve valere per tutti. Sempre.
Lo diciamo oggi, quando la classifica non esercita ancora alcuna pressione e nessuno può attribuire alle nostre parole il significato di una protesta dettata dal risultato.
Lo affermiamo con forza perché la nostra dignità viene prima del risultato».

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