5000 abbonati, 2 milioni di euro
gli Usa cercano l’America
a Trieste per PallTS in A

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Michael Arcieri al lavoro per trovare 2 milioni di euro

La Pallacanestro Trieste lavora per il futuro

La Pallacanestro Trieste lavora su due fronti, quello del campo proiettandosi alla sfida con Venezia e fuori dal campo per consolidare l’assetto societario:

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Abbiamo già scritto e ripetuto che le due nuove realtà romane in odore di Nba Europe, Bc e Maxima, hanno fatto due morti ammazzati sul colpo, rispettivamente Vanoli Cremona e Brescia, più un moribondo, la Pallacanestro Trieste. Non lo auguriamo ai cugini giuliani, ma questa pare l’eredità lasciata su piazza da Paul Matiasic assieme al titolo sportivo di serie A, che invece ha strappato a Brescia. La proprietà comunque Usa che gli è succeduta, e presunta alternativa a quella del patron uscente, è infatti a caccia dell’America a Trieste, già amministrata dalle forze anglo – americane assieme al porto, la famosa zona A del Territorio libero di Trieste sancito dal trattato di pace di Parigi del 1947. Reminiscenze storiche a parte, il nuovo presidente Josh Hiller – solo al terzo scrutinio, perché i primi due li ha mandati deserti il designato Connor Barwin all’atto delle dimissioni di Matiasic – insalutato ospite lascia fare su piazza.

Supportato solo da un passaggio non pubblico all’ombra di San Giusto dell’altro consigliere di amministrazione di PallTS, Aaron Leopold, il cerino acceso in mano ce l’ha il general manager Michael Arcieri che, ancora all’ultimo anno di competente ingaggio dell’era Matiasic, si è guadagnato una meritata credibilità sportiva al palaRubini e dintorni con pronta promozione in A nel 2024, salvezza, play-off, Final eight di coppa Italia e quant’altro conseguito sul parquet finora. Adesso deve fare da testimonial, anche nei salotti buoni, per vincere pure la partita della capitalizzazione della società. Dopo un timido tentativo di sensibilizzare il consorzio Trieste basket quando, se non altro, non era stato ancora chiarito l’assetto della nuova proprietà appena salvato dopo mesi il diritto di Trieste alla A, ora Arcieri è uscito allo scoperto.

Al primo media day stagionale dopo il raduno della prima squadra ha auspicato 5.000 abbonati per la A della PalTS, quando la rosa era formata da un solo straniero (Ross), tre indigeni (capitan Deangeli, Ruzzier e Candussi) e un nuovo arrivato (Canka). E’ già una gran risultato, che solo Trieste poteva regalare, averne staccati già oltre 3.000 avendo completato il roster venerdì scorso a due giorni dal debutto stagionale a Milano, onorato come meglio si poteva nonostante la sconfitta, e con una sola amichevole precampionato a porte chiuse al palaRubini contro gli austriaci del Kapfenberg. Abbonarsi in fiducia, insomma, a scatola pressoché chiusa.

Ora davanti alla platea di Confcommercio, in un ameno AperiBusiness, ha chiesto un’altra apertura di credito: 2 milioni di euro in questa stagione per fare squadra attorno alla PallTS e non ritrovarsi avvolti nelle nebbie come nei primi mesi del 2026, quando era a rischio lo stesso titolo sportivo. Se è vero, come riportava Sportweek sabato scorso che il budget della società per fare la A da un anno all’altro è sceso da 9 milioni e mezzo a 6 lordi, nel 2026-2027 abbonati e territorio vi contribuirebbero almeno per la metà. Anche di più si tiene conto del contributo totale di  630.607,58 euro per la gestione provvisoria del palaRubini affidata alla Pallacanestro Trieste, pensosa, fino al 30 giugno 2027 dal Comune di Trieste, auspice la Regione Fvg.

Alla faccia del business americano esportato in Italia, zoticona, anche se Arcieri alla platea della Confcommercio per indorare la pillola ha bandito un concorso d’idee per trovare assieme modelli utili alla causa. Affari del genere sanno farli benissimo anche a Forcella e dintorni, anzi forse sono più furbi. Questo, non vogliamo accanirci contro Trieste, suoni di monito ai livelli più alti, quelli non onorati al debutto in campionato nè da Bc Roma a Treviso nell’anticipo al sabato nè da Maxima Roma la domenica in casa contro Napoli, con il presidente federale Gianni Petrucci in parterre fianco a fianco a Matiasic, transfuga da Trieste che avrà avuto modo di consolare, come usava sedere in poltronissima regale al palaShark ospite del vituperato Valerio Antonini.

Tutto ciò mentre Nba Europe si gioca su due tavoli il proprio avvio trattando alla luce del sole con grandi club del calcio europeo, mondo del pallone da cui una volta il basket voleva e amava distinguersi, ed Eurolega, che potrebbe finire compravenduta o associarsi. Naturalmente Fip, Lba e Lnp, vecchie volpi, hanno allo studio una riforma “epocale” della pallacanestro italiana che porti anche il basket verso lo sport business. Auguri. Intanto, in A 2026-2027 lo sport-entertainment ha già fatto due morti e un moribondo. Mai come in quest’ultimo caso felici di essere smentiti!

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