Società, sponsor, abbonati
quadro PallTS
a dir poco sconfortante

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CitySport

Società silente, sponsor assenti, pochi abbonati: un quadro a dir poco sconfortante

06 Settembre 2026 Autore: Gabriele Lagonigro

Sì, è vero: all’inizio del campionato mancano ancora tre settimane e l’innesto di un paio di buoni americani potrebbe dare nuova linfa a un roster che, in queste condizioni, non competerebbe nemmeno in A2. Però diciamocelo chiaramente: vedere una Pallacanestro Trieste così in disarmo nelle prime amichevoli non è un buon viatico per la stagione a venire.

La società sembra sempre più lontana: dalla proprietà nessuna parola sugli obiettivi e soprattutto sul budget a disposizione. Il presidente Hiller non si è mai visto e non ha praticamente mai parlato, se non per qualche frase di circostanza. A ormai alcuni mesi dal suo insediamento e con un campionato alle porte sarebbe ora di conoscere la sua posizione. Arcieri fa quello che può, che in questo momento è molto poco, ma dopo avere dichiarato alla nostra testata che i colpi migliori si fanno dopo Ferragosto, da allora siamo sempre in attesa. Dalla metà del mese scorso abbiamo visto andarsene Brown e nient’altro. Ci sono i soldi per comprare qualcuno? Qualche trattativa potrebbe chiudersi a breve? Domande lecite alle quali, per rispetto verso la piazza, bisognerebbe rispondere.

Ma sul banco degli imputati in questa estate da dimenticare non è solo la società. Dove sono gli sponsor che, durante la querelle con Matiasic, sembravano pronti a intervenire? Dove sono i grandi nomi dell’imprenditoria che ruotano attorno a Trieste e che a maggio e giugno erano sulla bocca di tutti? Ci chiediamo anche dove siano le aziende locali, ma ci domandiamo allo stesso tempo se qualcuno, dal club, le ha mai contattate. Mistero. Se siamo da ormai diverse stagioni senza un main sponsor non sarà doveroso anche un minimo di mea culpa?

L’ultima frecciata, a costo di prenderci qualche insulto sui social, è rivolta alla tifoseria. Certo, perdere in amichevole contro una squadra di terza serie e subire l’imbarcata di 40 punti contro Varese non sono spot ammiccanti per correre ad acquistare la tessera e il roster ancora vuoto per metà delle caselle disponibili rappresenta qualcosa che a settembre inoltrato non si era mai visto. Però 1.300 abbonati sui 4.700 e passa dell’anno scorso sono una miseria. Giustificata, certo, ma non dovevamo combattere per la maglia e sacrificarci per salvare il basket a Trieste? Ciacole no fa fritole, dicevano i nostri vecchi. E neanche gli appelli su Facebook, se poi non vengono seguiti da azioni concrete.

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