Il patron della Trapani Shark pronto a spostarsi, annuncia: «Se riuscirò ad avere il titolo sportivo porterò il grande basket a Palermo».
Valerio Antonini: «Porterò il grande basket a Palermo»
«Un anno in cui è emerso tutto lo sporco che c’è nello sport. Queste ultime settimane stanno rendendo giustizia: la Figc dopo il fallimento del terzo Mondiale consecutivo ha cambiato presidente, la Federazione di Pallacanestro è allo sbando totale. Si stanno allineando i satelliti per fare sì che anche sulla scorta di quello che è successo a me ci sia una rivisitazione del sistema nazionale. Faccio l’esempio della giustizia sportiva che per me è diventata l’ingiustizia: gli organi che decidono sono nominati dalle Federazioni e spesso si trovano a tutelare chi li ha nominati e li paga», esordisce Antonini a TuttoMercatoWeb.
A fine mese si attendono le evoluzioni sul ripescaggio in serie C di calcio. «Ci credo e valorizzo questo credo in 430.000 euro, costi che ho sostenuto fino adesso. La Sentenza Agnelli dimostra che così com’è organizzata la giustizia sportiva è priva di ogni diritto per chi deve ottenere una giusta sentenza e poi sono stato punito per lo stesso reato più volte. Ricordo che ho subìto ventisei su trenta punti di penalizzazione per lo stesso reato contestato e la corte tributaria di Trapani ha decretato che ero vittima e non complice della vicenda Alfieri legata ai crediti».
Valerio Antonini: «Se riavrò il titolo sportivo, porterò il grande basket a Palermo»
Antonini ha ripercorso quanto accaduto a Trapani, puntando il dito sul sindaco. Sul progetto basket a Palermo rivela: «È un grande lasciapassare, fare la serie A costa quanto una C di calcio. Palermo è una città straordinaria, portare uno sport professionistico come il basket nel capoluogo siciliano è una realtà che va cavalcata. Sarà importante ciò che succederà al Tar nei confronti della Federazione Pallacanestro, ho nominato un pool di legali tra cui l’avvocato Giulia Bongiorno e l’avvocato Lubrano. Chiederemo un risarcimento danni multimilionario, se riuscirò ad avere il titolo sportivo porterò il grande basket a Palermo».
Intanto l’imprenditore romano ha confermato un interessamento per il Cesena nel calcio, con una lettera di intenti già inviata, e ribadisce il sogno di comprare la Lazio. Anche se <bisogna essere onesti: le proprietà italiane non sono più in grado di reggere certi livelli. Non c’è più la possibilità di gestire una società con un solo presidente, lo rende impossibile il rapporto costi-ricavi. Inoltre la cosa più grave è che facciamo parte della Comunità Europea solo a chiacchiere, basti pensare alle tasse che paghiamo rispetto alla Spagna. Oggi il Real Madrid non può comprare un giocatore dieci milioni netti e pagarne due di tasse, mentre noi paghiamo molto di più. Come si fa a far pagare le società di C come quelle di A? Non è possibile>.