Colli e il mondo Dinamo
amore a prima vista
che dura ancora

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“L’amicizia è la cosa più difficile al mondo da spiegare. Non è qualcosa che si impara a scuola. Ma se non hai imparato il significato dell’amicizia, non hai davvero imparato niente.”
MUHAMMAD ALI

Colli e la Dinamo, un amore sturm und drang. Andrea da Trieste, ma ormai “Gorizian” per acclamazione e diritto dopo il sangue, il sudore e il cuore che ci ha messo sempre e comunque indossando la canotta dei Blacks del Sabotino. Anche a Soresina contro BT 1995 Pizzighettone che mercoledì 20 maggio ha sancito l’uscita dai play-off della Dinamo e la sua dal basket giocato. Dopo 30 anni, di cui cinque con questa casacca, passati a battagliare sin da bimbo a vari livelli di parquet, “Collins” ha dunque deciso di smetterla con la pallacanestro agonistica, ma non ammaina di certo la sua bandiera al cospetto della “palla a spicchi” che lo ha accompagnato per tutta la vita. E sarebbe delittuoso il contrario, aggiungiamo noi, perché uno come Andrea è l’anello di congiunzione tra la visione onirica dello sport e una più pragmatica di sentimenti figlia di questi tempi. Una visione viscerale che si è incastonata alla perfezione all’interno della History of Passion della Dinamo, una reciproca trasfusione di emozioni e fluidi ancestrali caratterizzanti da subito il rapporto tra Andrea e il Mondo Dinamo.

Allora Andrea, dopo tanti campionati da Senior e prima ancora da “cadetto”, mercoledì 20 maggio in riva all’Adda sei sceso per l’ultima volta sul parquet da giocatore.

<Come ho scritto nella lettera di commiato e saluto, questo momento alla fine è arrivato. Sono ancora alle prese con l’onda di affetto ed emozioni che mi ha e mi sta travolgendo. In tutta sincerità non mi aspettavo una simile dimostrazione e la cosa da uomo mi rende orgoglioso. Significa davvero che dare sempre tutto di sé continua ad avere un senso. Non mi sto quasi rendendo conto che non dovrò più preparare il borsone per gli allenamenti e le partite. Penso che me ne accorgerò e dovrò sicuramente fare i conti all’inizio con un pizzico di malinconia, ma non tristezza, quando inizieranno ad agosto la preparazione e poi i campionati. Ma affronterò tutto questo a tempo debito. Adesso mi godo l’amore che mi sta arrivando da ogni dove. Grazie, grazie e ancora grazie>.

Notevole il tuo excursus da giocatore a partire dalle giovanili della Ginnastica Triestina e della Mens Sana Siena, quindi da Senior come professionista per molti anni difendendo i colori di Genova, Sant’Antimo, Pallacanestro Trieste, Scaligera Verona e Virtus Siena. Il ritorno in regione con la Falconstar Monfalcone per sette campionati, aiutando i biancorossi nella scalata dalla C Silver fino alla B. E all’inizio del 2022 venne la Dinamo…Un amore al primo sguardo. Immenso e totale. Ma cos’ha di davvero speciale il Mondo Dinamo?

<Chi non ha ancora avuto la fortuna di conoscerlo e frequentarlo potrà pensare che siano i soliti slogan da applicare a ogni singola realtà sportiva. La Dinamo è una portatrice sana di passione, entusiasmo, umanità, divertimento e, particolare comunque non secondario, risultati dentro e fuori il parquet. E’ fare comunità come a certi livelli di competitività molti penserebbero sia impossibile. La storia stessa della Dinamo è qualcosa di incredibile se pensiamo com’è nata, come si è sviluppata e i traguardi che ha raggiunto e sono sicuro, bando alla scaramanzia, continuerà a raggiungere. Siamo in ogni caso a un buon livello come la B interregionale, ma determinate sinergie umane continuano a fungere da pietra angolare per questa società. Gorizia è una città legata alla pallacanestro, dopo decenni aveva voglia di tornare a entusiasmarsi, ma gli input che ha mandato la Dinamo sono stati fondamentali. Parliamoci chiaro: fatico a trovare situazioni soltanto simili in questa categoria. Migliaia di persone in palazzetto, ma l’anima, chiaramente con i dovuti accorgimenti richiesti dal nuovo campionato, della Dinamo e del suo contorno rimasti praticamente intatti. Ecco perché mi è entrata immediatamente nel sangue, nella testa e nel cuore. Ho dato tanto sin dal primo allenamento, ma ho ricevuto di più>.

Quando hai capito che “orpo qua riscemo de far la storia”.

<Faccio una necessaria premessa. Gigi Tomasi come allenatore è in tal senso una garanzia. L’ho detto e rimarcato più volte che lui e Federico Franceschini per il sottoscritto sono stati e sono due esempi totalizzanti. Quando nel 2023 abbiamo voluto vincere a tutti i costi la C pur sapendo che non c’era promozione è stato a mio avviso il segnale più importante. L’anno successivo eravamo favoriti, certamente, ma se non avessimo avuto la mentalità costruita dal coach non era scontato primeggiare nel nostro girone e poi farlo anche negli spareggi con gli avversari diventati amici di Sennori. Passaggi fondamentali che hanno portato la Dinamo prima a salvarsi, giocando nella pur accogliente Romans ma non all’Ugg, e poi a guadagnarsi i play-off in questi due campionati di B interregionale con il secondo caratterizzato dal ritorno a Gorizia in un palaBigot spesso gremito. Emozioni e soddisfazioni incredibili che, lo ammetto, non pensavo di vivere quando decisi di venire alla Dinamo>.

La doppia sfida con Sennori, in particolare quella vinta in Sardegna, rappresenta un po’ la summa del tuo vissuto alla Dinamo.

<Penso proprio di sì. Un ottimo gruppo c’è stato prima e anche ora in B altrimenti nei momenti di difficoltà, normali durante una stagione, non saremmo riusciti a riprendere tutti assieme la giusta rotta. Ma anche in questo la Dinamo come società e ambiente rappresentano un’eccezione perché non ti mettono ansia e pressione, cercando di trovare la soluzione senza “strappare” e poi caricandoti nuovamente con immenso entusiasmo. Tornando soprattutto alla trasferta sarda, eravamo più di una squadra anche perché come media di età c’era poca differenza. E’ stata l’apoteosi di un gruppo di amici e compagni, di quella “Compagnia dell’Anello” dove regnavano complicità e sintonia. Mi viene in mente un aneddoto legato a quei quattro giorni vissuti quotidianamente a stretto contatto, con Carlo (Mantesso, ndr) e Federico (Bullara, ndr) che sintetizzarono il tutto con un “finiremo con lo sputarci in faccia ma una volta tornati a Gorizia non riusciremo a prendere sonno senza darci la buonanotte”. Se cominciamo con altri aneddoti di questi miei anni in Dinamo non la finiamo più però…Quindi voglio chiudere con quella che è più di una speranza, ma una mia convinzione per il futuro. Si è già creato un piccolo zoccolo duro di ragazzi che sono da qualche anno qui e che hanno capito cosa significa giocare nella Dinamo. Guardiamo ancora con fiducia Over The Rainbow e Forza Dinamo…sempre!>.

Andrea, One of Us…forever and ever.

(Foto Mauro Blazica: il gruppo Dinamo a Sennori, lo striscione dedicato dai tifosi a Colli)

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