L’Agenzia delle Entrate aveva contestato l’operazione sostenendo, nell’atto di recupero notificato, che la società avesse agito con dolo. È l’accusa più grave nel diritto tributario: implica intenzionalità e comporta il livello massimo di sanzioni. La Corte ha però demolito questa impostazione. Nelle motivazioni si legge che non emergono elementi concreti in grado di dimostrare che l’FC Trapani avesse messo in atto una condotta fraudolenta. Secondo i giudici, ciò che si può imputare al club non è una frode, ma una carenza di vigilanza: la società avrebbe dovuto controllare con maggiore attenzione l’affidabilità di chi proponeva l’operazione e la solidità della documentazione presentata. E Antonini i nomi di chi non avrebbe agito in tal senso li ha fatti più volte nelle sue dirette Facebook. In altre parole: non c’è stata frode, ma imprudenza. Una distinzione che, sul piano giuridico e su quello reputazionale, cambia tutto.
Antonini pensa già a presentare il conto. “L’atto di maggio 2025 era nullo perché fondato sulla tesi del dolo, che è stata smentita” ha detto l’imprenditore romano nelle sue dirette. “Di conseguenza è nullo anche l’atto di riscossione del novembre 2025. E se quegli atti sono nulli, lo sono anche le penalizzazioni che la FIGC e la FIP hanno irrogato sulla loro base. Cara federazione calcio, cara federazione basket: adesso passiamo il piattino del conto.” Nel caso della FIP, la Federazione oltre alla penalizzazione irrogata dal Consiglio Federale, aveva emesso anche un comunicato in cui ricostruiva la vicenda con l’applicazione delle sanzioni di cui alla Sezione 11, comma 5, lettera B del Manuale per la Concessione delle Licenze Nazionali Professionisti per la Stagione Sportiva 2024/2025. Il dispositivo FIP, come appare adesso, sarebbe stato emesso in base a un documento trasmesso dall’Agenzia delle Entrate di Trapani il 16 maggio 2025 alla Com.Te.C. che a questo punto potrebbe risultare invalidato e di nessun valore giuridico. E a cascata potrebbero non avere valore tutti gli atti di penalizzazione ed esclusione dal campionato subiti dalla Shark. Come andrà a finire, non siamo in grado di saperlo; certo è che tutti quelli, e sono tanti, che pensavano di essere Antonini, il solito arrivista senza soldi che si affacciava nel mondo dello sport e che sarebbe fallito, hanno trovato un crostino tenace che difende i suoi diritti con fior di legali.