Caro Achille,
Accolgo con affetto e rispetto la tua scelta di ritirarti.
Hai dimostrato con la tua carriera, e sopratutto in questi ultimi anni, che coraggio, determinazione, amore per la famiglia e rispetto per la vita e i suoi valori migliori non ti mancano.
Sei stato il compagno di squadra che tutti avrebbero voluto avere e sono sicuro che sarà così anche negli anni a venire: gli obiettivi da raggiungere non si esauriscono, come ben sai, su un campo da basket.
Di tutto cuore ad maiora
Fonte: fip.it
Achille Polonara e il suo ritiro: <Non vedevo progressi negli allenamenti, adesso voglio diventare allenatore ispirandomi a Pozzecco e Poeta>
L’ex azzurro è stato intervistato su “La Gazzetta dello Sport” e altri quotidiani nazionali

Intervistato su “La Gazzetta dello Sport” e altri quotidiani nazionali, Achille Polonara ha parlato di cosa lo ha portato al ritiro: “Era una cosa a cui pensavo da tempo. Dopo il primo tiro a canestro fatto a fine marzo (a Sassari il 30 marzo, ndr), ho avuto la possibilità di allenarmi ad Avellino, vicino a Battipaglia dove c’è la mia famiglia. E lì ho iniziato a rendermi conto che non sarei tornato a giocare come mi avete conosciuto. Mi sarebbe dispiaciuto sentire la gente dire: “quel ragazzo ha avuto quello che ha avuto e si ostina a giocare”. Così ho detto basta anche perché non mi era rimasto molto da giocare. A fine marzo non vedevo progressi. Non avevo la sensibilità alla mano destra. Anche le cose basilari non mi riuscivano, quando palleggiavo sembravo un ragazzo che per la prima volta prendeva in mano un pallone. Così mi sono convinto a dire basta, non ha senso accanirsi. Il basket è la mia vita e voglio che lo sia anche in futuro se me lo permetteranno, magari come allenatore”.
Come hanno reagito le persone attorno ad Achille riguardo a questo notizia del ritiro? “Qualcuno mi ha invitato a pensarci di più, altri mi hanno sostenuto nella scelta comunque coraggiosa. Ho spiazzato anche mia moglie. Lei era a Battipaglia e io a Sassari, ero andato a vedere l’ultima partita della Dinamo. Lo ha scoperto dai social. Appena prima di imbarcarmi per Napoli ho latto il post e sul volo non ero raggiungibile. Comunque ha rispettato la mia volontà perché certe decisioni le prende chi va in campo. Se uno non si sente più quello di prima, per rispetto della carriera che ha avuto è giusto fermarsi”.
A chi potrebbe ispirarsi Achille nella sua seconda vita da allenatore? “Come mentalità mi sento vicino a Pozzecco anche se a volte mi rendo conto che esagera. Come atteggiamento e comunicazione con i giocatori mi ritrovo nel suo approccio. Mi piacerebbe essere un coach diverso, più permissivo verso i giocatori. Oggi ci sono molti allenatori che “rompono” mentre io cercherei una maggior empatia con la squadra, un rapporto basato sulla fiducia. Un allenatore in stile Poeta”.
Polonara ha anche fatto un punto sulle sue condizioni fisiche: “Vivo alla giornata. Ci sono momenti in cui mi sento meglio mentre altri in cui non mi sento bene, sono stanco, debilitato. Questo è dovuto anche ai numerosi farmaci che devo prendere. Ci vorrà tempo per essere sicuri che non ci sia un rigetto del trapianto e di conseguenza di aver battuto la leucemia. Mi dà forza la terapia che sto seguendo in Spagna, dovrebbe ridurre il rischio”.