Santificato il ferragosto, tra la sua molteplice attività divulgativa il professor Flavio Pressacco ritorna alla carica con la promessa seconda puntata sull’addio alle armi di coach Maurizio Ivancich. E’ una “pressacheide” in cui s’incrociano le carriere, sul parquet e in panchina, di due allievi del professor Ezio Cernich, che Ivancich ha emulato anche nell’insegnamento scolastico, mentre Pressacco è salito in cattedra universitaria. Alla fine di questo suo secondo contributo sull’ “Ivancich story” non promette un seguito, ma noi restiamo a disposizione per ospitarne altri magari anche sul Memorial Cernich, torneo di basket studentesco che li ha visti pure accomunati assieme all’associazione Apu ieri.

di Flavio Pressacco
Seconda puntata su coach Maurizio Ivancich. Fra noi otto anni di differenza: io classe 1944 e lui 1952, una generazione cestistica a quei tempi. Ma ambedue negli anni Sessanta playmaker e capitano della Libertas di Ezio Cernich. E al termine dell’attività giovanile, a 18 anni, inseriti nello staff tecnico. Erano gli anni del grande progresso della pallacanestro friulana: Apu Snaidero promossa in A massima serie nel 1968, Virtus Friuli stabilmente ai piani alti della serie C e alla fine del decennio con il marchio Patriarca salita a sua volta in B, odierna A2 a gironi. E alla Libertas attività giovanile fra le migliori in Italia con un accordo di collaborazione con la Virtus Patriarca, ma con settori giovanili indipendenti. Ampi spazi per giovani allenatori.
Nella stagione 1970-’71 ci fu un curioso incrocio. Io allenavo i cadetti Patriarca, ma fui chiamato a fare il militare proprio all’inizio di gennaio 1971 con la squadra in testa alla classifica in lotta serrata con Snaidero e Libertas. Maurizio, che aveva iniziato a collaborare nello staff Libertas con un gruppo 1957 molto promettente, fu chiamato a sostituirmi nella cornice dell’accordo di collaborazione. Si rivelò all’altezza vincendo il campionato provinciale, primo di tanti trofei. Nell’annata successiva ci trovammo, invece, su fronti contrapposti: io passai al settore giovanile Snaidero, lui proseguì con il gruppo del 1957 Libertas. Fu, però, Cervignano a vincere il campionato provinciale della categoria allievi. Punti di forza Snaidero erano Paolo Pressacco, Borghese e Vidale; della Libertas, invece, Francescatto, Carraria e Fulvio Luzzi Conti, fratello maggiore del talentuoso Claudio classe 1959.
Nel 1972-’73, poi, ci scontrammo nella finalissima del campionato della classe 1957. Vinse la Snaidero, ma erano duelli molto accesi. Pressacco, Borghese, Vidale, Francescatto e Carraria, oltre ai goriziani Marussig, Gregorat e Fabbricatore e al triestino Oeser, erano fra i convocati dei raduni per i migliori under 15 italiani che si svolgevano a Forlì il primo lunedì e martedì di ogni mese. Due anni dopo avremmo ritrovato Francescatto, Borghese e Fabbricatore nel quintetto base della squadra junior dell’Olimpia Milano, mentre Carraria approdò all’Ignis Varese sparring partner preferito di Dino Meneghin. Ma nella stessa annata ci trovammo qualche mese dopo di nuovo nella stessa società. Infatti, nel frattempo, rotto l’accordo fra Patriarca e Libertas, Cernich era a sua volta passato alla Snaidero inizialmente nel settore giovanile, ma poi subentrando a Boris Kristancic alla guida della prima squadra. E Maurizio fu chiamato, in corso d’anno, a fargli da aiuto/sostituto alla guida della squadra juniores.
L’anno successivo 1973-’74 Cernich tornò agli junior, io restai ai cadetti e Maurizio ebbe giovanissimo il duplice incarico di assistente di Luisito Trevisan alla prima squadra e di coach della squadra ragazzi, classe 1960, una formazione formidabile con pivot Rorato e Tiziano Nobile, il papà del Nobile Oww di oggi, ali Tonin e Brussa, guardie Liva e Roberti, play Russi. Come abbiamo visto, una squadra da titolo nazionale che si classificò solo quinta alle finali italiane per un beffardo gioco di quoziente canestri dopo avere sconfitto nel girone eliminatorio ambedue le finaliste. Qui s’interruppe l’avventura di Maurizio alla Snaidero, ma non la sua brillante carriera ricca di soddisfazioni. Voglio solo ricordare che alla guida del Martignacco di Giovanni Cassutti sfiorò lo scudetto allievi a metà degli anni Ottanta con una squadra nella quale militava anche un certo Davide Micalich.
(Nella foto di copertina, coach Ivancich faccia a faccia con Giacomo Piu responsabile basket di Gonars al tavolo)
Maurizio per le sue caratteristiche avrebbe fatto molto bene come selezionatore e allenatore delle squadre giovanili della Nazionale .
Ho detto a lui questo tante volte .
Se lo meritava e avrebbe fatto benissimo.
Bravo Mauri !!!