Compie 67 anni Kea
promosso in A1 alla Fantoni
rifacendo coppia con Wright

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Accadde oggi: 2 febbraio 1959, nasce Clarence Kea

Compie oggi 67 anni.

Clarence Kea nasce il 2 febbraio 1959 a Wilmington. Dopo l’High School gioca al College quattro anni con i Lamar Cardinals. Viene selezionato al Draft Nba del 1980 dai Dallas Mavericks. Si divide tra Cba, giocando con i Leigh Valley Jets, ad Anchorage e con i Detroit Spirits e Nba, con i Mavericks, nei primi anni di carriera e viene selezionato due volte per l’All Cba Second Team, una volta nel 1981 e l’altra nel 1983, inoltre è stato il migliore rimbalzista della Cba nel 1983.

Dopo di che varca l’oceano e passa alla Virtus Roma dove vince Scudetto e Coppa dei Campioni. Gioca all’Hapoel Holon in Israele e torna subito in Italia a Udine, dove ottiene la promozione in A1. Poi gioca due anni al Limoges dove vince campionato e Coppa delle Coppe. A quel punto, nel 1988, torna in Italia e firma con Firenze, dove rimane per tre anni. In questo periodo ottiene una promozione in A1 e al suo ultimo anno la squadra retrocede in A2. Gioca, poi, in Spagna al Murcia e all’Ourense e infine chiude la carriera al Fenerbahce nella stagione 1993-1994.

I migliori anni della nostra Virtus

Che fine ha fatto Clarence Kea?

martedì 23 aprile 2013

Alla fine l’abbiamo trovato. Proprio lui, Clarence Leroy Kea, il pivot alto 196 centimetri che arrivò alla vigilia dei play-off della stagione 1982-1983 al posto di Kim Hughes. Quello che mangiava un abbacchio intero, s’allenava con lo stuzzicadenti in bocca, portava le borse a Larry Wright e prendeva ogni rimbalzo che capitasse dalle sue parti. Oggi è il responsabile delle attività sportive della sua vecchia università, Lamar University (Beaumont, Texas). Nel 2009 è stato anche premiato come uno dei migliori giocatori del college. Ecco com’è diventato, a furia di abbacchi.
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E quando nel 1985-1986 si trasferì alla neonata Fantoni Udine in A2, continuando a fare coppia con Larry Wright e a portargli le borse, conquistò subito la promozione in A1 con coach Claudio Bardini. Non sappiamo di stinchi a pranzo e di stechedincj o stuzzicadenti in allenamento, sappiamo solo che sacrificato al salto di categoria per via della sua taglia – allora non andavano di moda i pivot small o under size – per ingaggiare Mike Davis da Treviso quella stessa Fantoni retrocesse in maniera repentina e cambiò anche allenatore. Avercene ancora giocatori così, nulla da invidiare a Hynes e men che meno a Cannon, Hogue e compagnia cantante.   

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