Bilan: arrugginiti vs Cantù
Brescia contro Udine
giocherà meglio

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Miro Bilan: «Siamo arrugginiti, dobbiamo giocare meglio»

Il centro croato mette in guardia i suoi

Dal Giornale di Brescia a firma Daniele Ardenghi, le parole di Miro: «Ma questa trasmissione si chiama Basket Time o Miro Time?». Bilan, centro croato della Germani, si schermisce nel corso della puntata del contenitore dedicato alla Pallacanestro Brescia andato in onda ieri sera su Teletutto. In realtà, tra parole in onda e fuori onda, i complimenti al giocatore non mancano. Anche perché resta «unico nel suo genere». E forse è destinato a rimanere l’ultimo a interpretare in questo modo il ruolo di pivot.

È quindi interessante l’aneddoto circa una gara dell’anno scorso. «L’unico centro che mi abbia mai chiesto qualche consiglio a fine gara è stato il francese Ismael Kamagate, all’epoca a Tortona – racconta Bilan, 37 anni il prossimo 21 luglio -. Mi aveva raccontato di seguirmi da quando giocavo nell’Asvel. Mi ha domandato se avessi suggerimenti per migliorare». L’avversario più difficile da incontrare? «Kyle Hines, nella sua versione migliore – ammette il croato -, specie quando giocava al Cska Mosca. In difesa era un muro, pareva preparato a ogni soluzione dell’avversario».

L’attualità. Non solo aneddoti e ricordi. Bilan si sofferma sulla recente, sofferta vittoria a Desio su Cantù e sulla gara di domenica, alle 19, al palaLeonessa, con un’altra neopromossa, Udine, che sarà anche prima avversaria in Final eight di Coppa Italia. «Con Cantù è stato il classico testacoda, con tutti i rischi del caso – afferma -. Non abbiamo giocato bene. Eravamo anche disabituati ad avere tutto il roster a disposizione. Diversi giocatori venivano da problemi fisici o di salute. Avevamo addosso un po’ di ruggine. Sono certo che abbiamo imparato la lezione e con Udine giocheremo meglio». Attenzione però, perché anche la gara con l’Apu nasconde diverse insidie.

A partire dal fatto che la squadra è diversa da quella incontrata e battuta al palaCamera all’andata e che adesso è guidata in campo dall’americano Semaj Christon, già playmaker di Brescia nella stagione 2023-2024. <In più è una partita in cui abbiamo tutto da perdere – ricorda il trentaseienne -. Se vincessimo di 20 nessuno verrebbe a farci grandi complimenti. Nessuno si stupirebbe se chiudessi con 20 punti personali. Può sembrare tutto normale, ma non è così. Anche se resto convinto che, se giochiamo come sappiamo, senza dubbio siamo i favoriti».

Il discorso si amplia un po’ alla classifica, piuttosto particolare, della A attuale. Virtus Bologna e Germani hanno 26 punti, l’Olimpia Milano tallona a 24, la Reyer Venezia è a 22. Tortona tiene botta a -4 dai lagunari, ma poi c’è davvero tanto spazio. Brescia, al momento, ha 14 punti di vantaggio sul nono posto (il primo fuori dalla zona play off). «Siamo contenti di essere così in alto – ammette Bilan – e siamo anche consapevoli che meglio di così sia difficile fare. Dobbiamo cercare di mantenerci su questi livelli».

In un fuori-onda autorizzato il centro conferma quanto detto tempo fa: «Voglio giocare almeno fino a 40 anni e vorrei farlo a Brescia». Ha un altro anno di contratto. Rimanesse a questi livelli, la Germani si toglierebbe il problema di dover sostituire un giocatore come non ne fanno più. Hines «l’avversario più duro da affrontare». Kamagate l’unico a chiedergli consiglio. Quando porta «a scuola» le difese.

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