Caos Trapani. Italia vittima prenda esempio dall’Europa
Movimento al minimo storico.
Dalla Gazzetta dello Sport il punto di vista di Antonio Morici su una vicenda che va oltre l’imbarazzante. Il basket italiano non aveva bisogno di una figuraccia come quella di ieri, sebbene annunciata. Quel che è accaduto a Samokov, in Bulgaria, durante il play in di Champions League tra gli israeliani dell’Hapoel Holon e Trapani, è un salto di qualità (al ribasso) di una vicenda che si trascina da settimane e pare non finire mai. Il club siciliano si è presentato con cinque giocatori e si è arreso dopo nemmeno sette minuti quando, tra infortuni e limite di falli raggiunto, è rimasto soltanto il giovane Martinelli costringendo gli arbitri a decretare la fine della partita per il mancato rispetto del numero minimo di atleti in campo. Surreale, farsesco, un inedito di cui non sentivamo alcun bisogno. La Fiba ha immediatamente decretato la conclusione della serie: la gara di ritorno di domani non si giocherà, Trapani è fuori dall’Europa. Ed è un bene, considerato il rischio di una nuova figuraccia, stavolta in Sicilia.
In Italia invece, dove evidentemente non si riesce a creare un meccanismo di salvaguardia, il braccio di ferro e la battaglia legale proseguono. L’attesa, al netto dei prossimi, eventuali, pronunciamenti del Tribunale federale sui fascicoli aperti, è concentrata sulla giornata di sabato, come se non bastasse una rinuncia (quella di domenica scorsa a Bologna) per considerare sufficientemente falsata l’equità competitiva di un torneo così importante come la Serie A. La partita contro Trento dirà se Trapani verrà esclusa dal campionato oppure se proseguirà e con quali intenti. Perché della squadra che ha iniziato la stagione è rimasto quasi nulla e i punti di penalizzazione sono già 8. In ogni caso, il limite è stato decisamente superato e i danni sono ingenti per il basket italiano e per i tifosi di Trapani, vittime incolpevoli di questo caos.
Trapani fa una figura pessima in Europa e Antonini dà la colpa a Fip e Lega
Movimento italiano imbarazzato in Europa
Dalla Gazzetta del Sud il racconto di una serata surreale. Una gara surreale finita quasi prima di cominciare. Per la Shark Trapani il momento difficile ora conosce anche la platea internazionale: il match valido per il play-in della Champions League di basket contro l’Hapoel Holon è durato poco meno di sette minuti. In campo neutro, in Bulgaria, la squadra siciliana – che sta vivendo il caos societario e ha già perso a tavolino la gara di campionato per non aver giocato contro la Virtus – si è presentata con una formazione ridotta a soli cinque giocatori, due all’esordio tra i professionisti. Nel primo quarto la Shark non aveva praticamente alternative, e tra infortuni e uscite forzate è rimasto solo uno in campo, costringendo gli arbitri a fischiare la fine della partita per mancanza del numero minimo di giocatori.
Il patron dei trapanesi Antonini ha ringraziato i giocatori «che sono andati in Bulgaria evitando al club una multa di 600 mila euro», e attacca «Fip e alla Lega per averci ridotto in queste condizioni bloccando i tesseramenti, non permettendo il 5+5 né il tesseramento del coach Latini, e le tante ingiustizie».
Se Trapani non gioca con Trento verrà esclusa
Antonini però dice di volerla giocare.
Dalla Gazzetta dello Sport l’inevitabile destino dello Shark. E ora che succederà a Trapani? Dopo la partita farsa di Champions League in Bulgaria, terminata 38-5 per l’Hapoel Holon, l’attenzione è puntata a sabato, quando è in programma la prossima giornata di campionato. Dopo la sconfitta a tavolino e l’ammenda di 50mila euro per la mancata partecipazione alla sfida contro la Virtus Bologna, Trapani rischia l’esclusione dal campionato qualora non dovesse presentarsi all’impegno casalingo contro Trento.
Una giornata di campionato importante, anche perché designerà le otto partecipanti alla fase finale di Coppa Italia e la stessa Trapani, per l’aritmetica, è al momento coinvolta nella lotta per far parte delle qualificate.