Dopo il grande Joe l’originale, che ci ha già salutati nel 1997 a neanche 50 anni di età, se ne è andato, a 70, anche il Joe Allen dei campetti e delle minori udinesi. Per il poi architetto Franco Zuliani, detto Stefano, big Joe non era affatto inimitabile. In sedicesimo, ne era la fotocopia perfetta sui campi da basket. Forse anche perché aveva vestito i suoi stessi colori sociali: Allen l’originale centro o pivot e primo cestista americano nella storia di Udine in serie A targata Snaidero, Franco o Stefano nelle giovanili arancione. Del modello in prima squadra che, dal 1968 al 1971, aveva rapito le attenzioni dei cestofili udinesi finalmente in massima divisione, il Joe Allen dei campetti e delle minori aveva la stessa posizione sul parquet. Giocava in post basso, stesse virate e scivolate a canestro, stessi passaggi dietro la schiena. Impossibile non accorgersene per chi era imbevuto dalle gesta del primo e non paragonarli.
Franco o Stefano, assieme ad altri non ritenuti all’altezza del vivaio snaiderino fra cui Andrea Fadini e Lorenzo Bettarini poi stimati manager il primo e capitano del basket udinese l’altro, svestì i colori arancione e a metà anni Settanta passò alla Polisportiva friulana dell’avvocato Mario Valle con Roberto Battistella allenatore. Nella squadra sponsorizzata Videoerre, partita come tv via cavo udinese, disputò categoria juniores e campionato di Promozione, un’accoppiata in voga anche nei migliori vivai di allora. Oltre a Bettarini e Fadini assieme tra gli altri ai fratelli Marchetti, di famiglia antiquaria, al ragionier Marchetti, ad Aldo Palin, Mario Bima e Angelino Tarchino e a Massimo Maggiore pupillo di Valle. Quando si ruppe il sodalizio tra l’avvocato e Battistella e Franco o Stefano smise di giocare, Fadini già allora più manager che giocatore convinse Valle ad affidargli la squadra da allenare intravedendone doti che lo portarono a consegnarla, sponsorizzata Nadalet, a Delvio Dorì in C. Per entrambi finì lì con il basket giocato.
Zuliani divenne un apprezzato architetto, allievo di Piero Gremese e all’albergo diffuso da quest’ultimo diretto a Sauris di Sopra lo ritrovammo al suo seguito nel primo decennio degli anni Duemila per chiacchierate anche più corpose di quelle fatte in campetto, specie alle Grazie. Sposato con la pediatra Daniela Lizzi, lascia anche i figli Anna e Michele. Il suo funerale è stato celebrato ieri nella chiesa dei Rizzi, la più vicina di quelle udinesi al palasport Carnera. Nel primo pomeriggio, quasi in contemporanea per il Joe Allen dei campetti e delle minori con quello in Duomo di un altro grande dello sport friulano: Giovanni Galeone, detto Gale, forse più inimitabile di big Joe perché fuori dagli schemi per i suoi canoni calcistici nel modo del pallone. Quasi un apolide: nato a Napoli, trapiantato a Trieste, stabilitosi a Udine, osannato e onorato da e a Pescara anche ieri tra il vivido ricordo dal pulpito del collega giornalista abruzzese Pierpaolo Marchetti, dall’86 accomunati dalla passione per la lettura di libri, e sul sagrato anche da uno striscione della curva Nord del Pescara, fra gli altri convenuti da fuori. Che Dio abbia in gloria entrambi: il Gale allenatore dell’ultima promozione in A dell’Udinese calcio nel 1995 e Franco Zuliani detto Stefano, Joe Allen in sedicesimo e architetto.
(Nella foto di copertina, Franco Zuliani Stefano detto Joe Allen è il secondo da destra in piedi)
Sono Daniela.
Più che un commento, un ringraziamento.
Joe sarebbe stato lusingato!
Sono io che ringrazio, di averlo conosciuto e te che di sicuro ne interpreti al meglio i pensieri, pediatra e non ginecologa comunque levatrice di vita